MotoGP | GP Argentina 2022: analisi gara di Termas de Rio Hondo

Espargaro e l'Aprilia alla prima vittoria nella classe regina del Motomondiale grazie anche alla RS-GP. Bagnaia quinto, Suzuki a podio. Difficoltà Yamaha col posteriore

Dennis Ciracì
06/04/2022
Sport
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TRIONFO APRILIA CON ALEIX ESPARGARO: CHE EVOLUZIONE LA RS-GP

Martin è protagonista di un eccellente avvio dalla seconda posizione in griglia di partenza e balza al comando della gara precedendo Marini e Aleix Espargaro. Lo spagnolo dell'Aprilia riesce subito a sopravanzare il pilota della Ducati VR46 gettandosi all'inseguimento del leader. Dal secondo giro la gara vede il duello al vertice tra i due iberici che sono protagonisti di giri da qualifica in progressione. Il resto della concorrenza, a partire da Pol Espargaro in terza posizione nelle battute iniziali della corsa, non è in grado di mantenere quel passo gara e così si crea un divario di quasi due secondi.

Data la pressione dello spagnolo dell'Aprilia, il pilota della Ducati Pramac, e leader della corsa, abbassa il ritmo tra l'1:39.5 e l'1:39.7 per svariate tornate consecutive per cercare di ampliare il vantaggio sul diretto rivale alla vittoria di tappa. Al decimo giro Aleix Espargaro si porta a 252 millesimi dal battistrada della corsa, ma va lungo alla frenata della prima curva e il gap tra i due contendenti torna a essere oltre un secondo. L'errore non scompone il trentatrenne di Granollers che si porta su un ritmo tra l'1:39.3 e l'1:39.4 che lo porta a ricucire il divario dalla Ducati Pramac sino a tentare il sorpasso alla staccata della curva 5 al 17° giro, ma va leggermente lungo mancando il punto di corda e consentendo al ducatista di sorpassarlo nuovamente.

Due giri dopo si ripresenta la medesima circostanza, lo spagnolo prova l'attacco all'interno alla frenata della curva 5 ma nuovamente lungo. Il passaggio successivo il sorpasso si concretizza: lo spagnolo dell'Aprilia sopravanza il connazionale con una staccata da manuale e balza al comando della gara. Martin non demorde nell'arco delle ultime cinque tornate, ma Aleix Espargaro contiene il ritorno del classe 1998 e coglie il suo primo successo in MotoGP che coincide anche con la prima storica affermazione dell'Aprilia nella classe regina del Motomondiale.

Il trionfo al Circuito Termas de Rio Hondo rappresenta l'apice della progressione tecnica avuta dalla Casa di Noale nell'ultimo biennio. La RS-GP 2022 è stata un'evoluzione approfondita della già competitiva RS-GP 2021, progetto tecnico totalmente nuovo rispetto alla versione 2020. La moto dell'annata antecedente era stata ridisegnata presentando svariate novità: telaio, motore, carenatura, aerodinamica, scarichi, forcellone in carbonio, airbox, sistema di aspirazione e Salad Box.

La versione della stagione corrente della moto veneta è stata rivista in molteplice aree. Il design del motore è rimasto il medesimo ma la componentistica interna, camere di combustione e non solo, è stata rivista per massimizzare la potenza nei tratti veloci e avere un'erogazione più omogenea in trazione al fine di avere anche un miglior grip meccanico al retrotreno. La veste aerodinamica è stata aggiornata per una maggiore efficienza e pulizia dei flussi.

La ciclistica e il software dell'elettronica sono stati rivisti nel loro concept al fine di migliorare la stabilità in frenata, l'accelerazione in uscita dalla curve e la procedura di partenza. Il telaio della RS-GP 2021 aveva rappresentato un passo avanti dal punto di vista della maneggevolezza e della precisione d'inserimento all'avantreno, mentre gli upgrade aerodinamici avevano dato maggior aderenza nei cambi di direzione ad alta velocità di percorrenza e nelle curve veloci.

DUCATI: GARA DAL DOPPIO RISVOLTO

Dopo non aver concluso le tappe inaugurali in Qatar e Indonesia, rispettivamente per incidente per colpe non sue e caduta, Martin ha colto un secondo posto dal sapore agrodolce. Il pilota della Ducati Pramac ha condotto autorevolmente il GP Argentina sino a cinque giri dal calare della bandiera a scacchi, salvo dover cedere il passo alla superiorità dell'Aprilia di Aleix Espargaro. Per l'iberico è si sfumata la prima vittoria stagionale, ma si è rilanciato in ottica mondiale con 18 punti fondamentali dato l'equilibrio che sta caratterizzando queste battute iniziali dell'annata.

Buona anche la prestazione di Francesco Bagnaia, in rimonta da 13° a 5°. Il pilota della Ducati ufficiale aveva conquistato un solo punto nelle prime due uscite complice la caduta a Losail e la gara totalmente anonima al Mandalika. La progressione in gara ha salvato il bilancio del fine settimana, nell'arco del quale il piemontese ha faticato nuovamente in sella alla Desmosedici GP-22, moto con la quale non ha trovato ancora il miglior feeling complice anche la difficile comprensione degli pneumatici Michelin.

Nel warm-up mattutino, il vice-campione del mondo ha apportato una modifiche all'assetto che hanno consentito una miglior gestione delle coperture, cosa che gli ha permesso di avere maggior feeling con il mezzo tecnico. All'opposto, invece, la gara del suo compagno di squadra Jack Miller, scattato dalla seconda fila e sprofondato sino alla quattordicesima posizione finale. L'australiano ha compiuto una modifica al set-up nel warm-up in ottica passo gara che, nel computo finale, si è rivelata controproducente.

Fine settimana complesso anche per Enea Bastianini, decimo al traguardo, che ha perso la leadership del mondiale. Il pilota della Ducati Team Gresini ha riscontrato molteplici criticità soprattutto al retrotreno, con una spiccata mancanza di grip meccanico al posteriore che di fatto gli ha tarpato le ali. La comprensione del comportamento delle specifiche Michelin è un rebus tecnico che terrà spesso banco nel proseguo dell'annata. La gestione dell'usura del pneumatico posteriore è stato il fattore determinante per la complicata corsa di Luca Marini che, seppur scattasse dalla prima fila, ha chiuso solo undicesimo con la Ducati VR46.

SUZUKI, HONDA E YAMAHA: SOLIDITÀ E CRITICITÀ

Per la Suzuki la tappa in Argentina al Circuito Termas de Rio Hondo è stata decisamente incoraggiante in vista dei prossimi appuntamenti iridati. Infatti le RSX-GP di Alex Rins e Joan Mir hanno chiuso rispettivamente terzo a quarto a meno di due secondi dal vincitore. Il costruttore nipponico ha svolto un'accurata analisi della moto per massimizzare il pacchetto per il fine settimana argentino e i risultati si sono visti. La Suzuki è il team ufficiale ad aver conquistato più punti nella trasferta sudamericana dopo l'Aprilia, facendo meglio di Ducati, Yamaha e Honda.

Fabio Quartararo è stato il migliore dei piloti in sella alla YZR-M1 chiudendo solamente ottavo. Il campione del mondo in carica ha riscontrato svariate difficoltà nei primi giri. Il pneumatico posteriore non riusciva a entrare in temperatura e ha fatto perdere sia grip meccanico sia svariate posizioni al transalpino. Successivamente, il francese è stato costretto a forzare il ritmo per risalire la china e questo ha portato ad un'accentuata usura delle coperture che ha compromesso l'aderenza.

Una serie di problematiche tecniche che hanno messo in luce le difficoltà al retrotreno della YZR-M1. Peggio ancora è andata al suo compagno di squadra Franco Morbidelli, costretto al ritiro a causa di una foratura. Bottino magro anche per la Honda, il cui miglior pilota è stato Taakaki Nakagami, 12°. Le moto ufficiali non hanno raccolto alcun punto a causa della caduta di Pol Espargaro al 14° giro, mentre era in zona podio, e di Stefan Bradl, sostituto dell'infortunato Marc Marquez, diciannovesimo.

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